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CORSO DI PIZZICA PIZZICA

La pizzica pizzica

tra tradizione e reinvenzione - istruzioni per l’uso

(tutto ciò che avreste voluto sapere sulla pizzica pizzica e forse nessuno vi ha mai raccontato)

a cura di Mario Gennari e Coll.  

lunedi 4 aprile 2011 - ore 21.00

6 incontri (4 - 11 - 18 aprile / 2 - 9 - 16 maggio 2011)  

contributo: euro 30

Tra le danze tradizionali del Sud Italia, la “pizzica pizzica” è quella che riscuote un maggior successo nel revival contemporaneo delle danze popolari, sia per l’indiscutibile valore intrinseco di questa tradizione musicale e coreutica, sia per un’efficace mitologia ad essa associata, che ha raggiunto una notorietà internazionale.

Nella Puglia centrale e meridionale la pizzica pizzica era ballata con differenti varianti locali, ma questa danza tradizionale è stata abbandonata da gran parte della popolazione già nella prima metà del secolo scorso. Dalla fine degli anni ’80 un importante movimento interessato al recupero delle tradizioni salentine ha riportato la vecchia musica ad un ruolo di primo piano, grazie anche a un nutrito gruppo di cantori e musicisti tradizionali che ha potuto trasmettere molto alle nuove generazioni. Per la danza non si è verificato lo stesso passaggio: la lontananza temporale dalla pratica collettiva, la difficile visibilità di ballerini attivi, la mancanza di studi storici, ha determinato una situazione attuale carente di fonti documentali accessibili. Nonostante l’attività di alcuni ricercatori e operatori legati alle residue testimonianze tradizionali, la carenza di solidi riferimenti ha determinato la diffusione di reinvenzioni del ballo, ad uso delle fasce giovanili. Tali espressioni recenti di danza sono denominate “neopizzica” dagli esperti. Parallelamente, l’espansione del “movimento della pizzica” ha determinato una nuova mitologia culturale, ed un nuovo specifico mercato, che si estende ben oltre l’origine geografica.

Il corso vuole fornire ai partecipanti una conoscenza di base dei passi e delle coreografie osservate in ambito “tradizionale” nel basso e alto Salento, e delle differenze fondamentali con la “neopizzica”. Lo scopo è di mettere in grado i partecipanti di ballare giocosamente la pizzica pizzica nelle varie situazioni, ma con la consapevolezza delle diverse tipologie di musica e danza esistenti. Si darà anche uno sguardo ad altre danze tradizionali salentine quali scòtis, quadriglie e polke figurate. Il corso è aperto a contributi particolari, e una lezione ospiterà Loredana Leo, insegnante e musicista leccese. La parte pratica, se i corsisti lo riterranno opportuno, potrà avere dei successivi sviluppi e aggiornamenti.

La tradizione musicale e coreutica salentina merita una particolare attenzione per la grande quantità di temi culturali che coinvolge, come il fenomeno del tarantismo, la danza-scherma, gli eventi e le attività recenti che hanno dato rinomanza internazionale al fenomeno del revival pugliese. Per questo motivo si vuole stimolare l’interesse per questi temi, e alla fine di  ogni lezione pratica (h 21-22:30 circa) sarà associato un momento facoltativo, per chi è interessato, di approfondimento sui temi collaterali alla danza. Inoltre verranno organizzate conferenze supplementari (la prima, in data da concordare, avrà per titolo: “Appunti visuali sulla danza scherma salentina”), e se ci sarà interesse, verranno organizzati incontri per visionare la ricca filmografia pertinente.

 Si consiglia la prenotazione

Il corso è adatto sia ai principianti sia ai navigati ballerini.

Può tranquillamente partecipare anche chi è affetto da aracnofobia.

Si sconsiglia la partecipazione a chi non ha senso dell’humor

Non è obbligatorio il piede scalzo, il fazzolettone colorato, l’abito da pizzica venduto nelle sagre.

I casi gravi di imprinting da neopizzica saranno curati con rustici e pasticciotti

Durante il corso nessuna specie di aracnide, opilione o scorpione verrà molestata.

Mario Gennari – curriculum breve

Ha iniziato giovanissimo ad interessarsi di musica: negli anni ’70 ha suonato prima in un gruppo di pop music, poi in una formazione di musica latino-americana d’autore, partecipando all’esperienza milanese della cooperativa “L’Orchestra”. E’ stato tra i fondatori e gli organizzatori della scuola popolare di musica operante nel conservatorio di Milano (CPSM). La cultura tradizionale è diventata uno dei suoi interessi prevalenti, e in questo ambito ha raccolto materiali sonori e visivi in varie località del Paese; si interessa inoltre delle tematiche di conservazione e valorizzazione dei materiali documentali di tradizione orale, e su questi temi ha organizzato un convegno nell’ambito del festival “Suoni dal Mediterraneo” di Andria nel 2007.

Ha seguito corsi di danza tradizionale coi più accreditati insegnanti, spesso nelle aree in cui la danza tradizionale è ancora in uso. Ha partecipato a corsi di formazione organizzati dagli etnocoreologi Dina Staro e Pino Gala. Frequenta i circoli che, principalmente in area milanese, si occupano di musica e danza tradizionale, e in questo ambito svolge ruoli organizzativi, programmatici e didattici. Realizza corsi di danza, prevalentemente del Sud, quando esiste interesse nell’approfondimento culturale dei repertori.

Collabora con il Centro Studi Tradizioni popolari del Gargano e Capitanata (con l’etnomusicologo Salvatore Villani), e con l’associazione marchigiana “L’albero del maggio” dove funge anche da giurato nel concorso “Eurofolk”.

E’ redattore della rivista Folk Bulletin, sulla quale pubblica recensioni ed articoli.

Frequenta assiduamente la Puglia dal 1980, mantenendo attivi rapporti con suonatori tradizionali, ricercatori, operatori musicali e culturali